A Pistoia c'è voglia di sinistra. L'ha dimostrato Toscana Rossa alle regionali, lo dimostrano le assemblee sempre più frequentate, i giovani che tornano a fare politica, le piazze. L'alternanza tra centro destra e centro sinistra ha mostrato le due facce della stessa medaglia, politiche uguali, misure lacrime e sangue.
È il momento di rimettere i beni comuni sotto il controllo democratico dei cittadini, garantire i diritti fondamentali, aprire i processi decisionali alla partecipazione di tutti: le decisioni si prendono insieme.
Fondiamo ancora la nostra azione politica sui valori della Costituzione: l'uguaglianza, il lavoro, la tutela delle persone, l'inclusione, il ripudio della guerra, l'antifascismo, il rispetto di tutte e tutti.
L'uso spropositato di diserbanti e l'enorme consumo d'acqua di falda nei vivai, le plastiche, la presenza asfissiante delle automobili anche nel centro, la pessima gestione dei rifiuti rendono sempre più a rischio la salute dei cittadini.
Di fatto i sindaci non hanno esercitato il loro ruolo fondamentale di tutela della salute dei cittadini.
Il Sindaco, autorità sanitaria, invece può e deve adottare ordinanze in caso di emergenze, bocciare il piano sanitario se lo ritiene insufficiente, vigilare sulle strutture sanitarie private, tutelare la salute pubblica, promuovere la prevenzione primaria, sostenere e finanziare la medicina di vicinato: medici ed ambulatori siano vicini alle persone. Garantire che i beni essenziali siano pubblici.
L'acqua pubblica è un bene comune essenziale da tutelare e garantire per tutti e non deve essere trattata come una merce: sull'acqua non si può fare profitto! Il Comune rinunci alla multiutility, scelta sbagliata e dannosa per la comunità, torniamo ai servizi gestiti dal comune. Il Sindaco deve inoltre garantirne la salubrità preservandola dall'inquinamento causato dai diserbanti, per questo Pistoia Rossa chiede che ordini immediatamente il bando dell'uso del Glifosato, sostanza a cui numerosi studi scientifici attribuiscono una pericolosità genotossica e potenzialmente cancerogena.
Anche chi ha un lavoro a tempo indeterminato non arriva alla fine del mese e non trova sufficiente aiuto dal Comune, che non svolge a sufficienza il ruolo fondamentale di sostegno alle famiglie in difficoltà.
Occorre invece garantire sempre un accesso minimo ai beni essenziali e di prima necessità.
Sostenere le piccole imprese locali e le famiglie in difficoltà con il potenziamento e miglioramento di tutti i servizi, estendere la gratuità per i meno abbienti e avere una TARI più equa facendo pagare di più a chi più inquina.
Rifiutare l'alternanza scuola-lavoro e lo sfruttamento di persone ricattabili.
Poiché anche muoversi in libertà è un diritto, il trasporto pubblico locale deve essere gratuito, per tutti, per consentire ai cittadini di limitare l'uso dei mezzi privati.
Premesso che il nostro comune deve tornare a svolgere direttamente, con propri dipendenti, alcuni lavori di manutenzione, nel caso di appalti alle ditte dovrà essere richiesto di garantire una retribuzione di almeno 10 euro l'ora. Nelle gare siano favorite le imprese locali e dei comuni limitrofi, anche in associazione.
Anche a Pistoia si registra una progressiva espulsione delle famiglie povere dal centro storico. Viviamo un silenzioso e progressivo cambiamento socioculturale che sta trasformando le aree urbane da proletarie a borghesi, una speculazione che allontana giovani e famiglie da Pistoia.
Definito il piano strutturale si prospetta un piano operativo con un ulteriore consumo del suolo e senza pensare al recupero degli immobili, case pubbliche abbandonate e spesso scelleratamente svendute.
La casa è un diritto! Per questo occorre il censimento di tutti gli immobili sfitti per far sì che possano essere dati in affitto a prezzi convenzionati o equo canone, rafforzare l'edilizia residenziale pubblica, aiutare chi è in difficoltà e chi senza colpa non può pagare l'affitto, limitare per regolamento gli affitti brevi.
Il patrimonio pubblico non sia svenduto ma riqualificato ad uso dei cittadini, per creare o migliorare spazi di aggregazione, per usi sociali o culturali.
Diciamolo forte: basta al consumo di suolo. Recuperiamo il patrimonio edilizio esistente, favoriamo il recupero degli oliveti incolti affidandoli ad associazioni del territorio che rispettino il lavoro di tutti.
Il neocapitalismo ci rende isolati, sospettosi nei confronti delle diversità, ognuno a preoccuparsi dei propri esclusivi problemi.
Mancano gli spazi per vivere assieme. Praticare uno sport diventa sempre più costoso.
Il recupero di importanti spazi pubblici sta avvenendo con insopportabile rilento quando non è addirittura fermo. Ma non basta, c'è pure il rischio che questi spazi, una volta recuperati, non abbiano aree destinate alla vita in comune per feste popolari, sport.
Facciamo in modo che Ville Sbertoli, ex Ceppo, ex Macelli non siano vuoti contenitori da mettere all'asta ma spazi per la vita e la socialità delle persone.
Perché per ricercare la comunità, la coesione, la partecipazione dobbiamo recuperare il patrimonio pubblico e spazi e immobili per restituirli alla comunità per cultura, socialità, servizi.
Vogliamo impianti sportivi diffusi sul territorio, a disposizione di tutti i cittadini e delle scuole. Ogni euro investito nelle strutture sportive per attività motoria equivale a tre euro risparmiati sulla spesa sanitaria. La pratica sportiva, amatoriale, dilettantistica, agonistica aiuta la socializzazione ed allontana i più giovani da strade pericolose.
Desideriamo una città dove le università tengono corsi di laurea dedicati ai tanti studenti del territorio, costretti al pendolarismo, permettendo di studiare anche a chi dovrebbe rinunciare per problemi economici o familiari: la conoscenza è ricchezza.
Promuoviamo la cultura dell'inclusione, dell'accoglienza del diverso, dei migranti, della tolleranza. Pistoia diventi Città della Pace.
Le amministrazioni spesso operano e prendono provvedimenti, anche in modo consapevole, all'oscuro dei cittadini.
Il nostro sindaco e l'amministrazione devono sempre essere dalla parte dei cittadini: garantire la coesione rispettando le differenze e le diversità di opinioni, contrastare le decisioni di chiunque, siano poteri economici, il governo centrale o regionale, che limitino o danneggino la comunità.
Le cittadine ed i cittadini sono la comunità e insieme partecipano al benessere individuale e collettivo, singoli, associazioni, imprese, cooperative. Vogliamo eliminare tutti gli ostacoli amministrativi, legali, economici, sociali o culturali che impediscono alla cittadinanza di esercitare la sovranità che gli appartiene di diritto.
Aprire i processi decisionali alla partecipazione di tutti: le decisioni si prendono insieme, non sopra la testa dei cittadini.
Vogliamo creare organi di partecipazione collettiva e popolare di tipo assembleare: consulte popolari sui temi fondamentali per i cittadini come ambiente, casa, mobilità, sanità, sport; consigli di cittadinanza di ambito territoriale di frazione, borgo o quartiere; tavoli permanenti di confronto fra l'amministrazione e i cittadini, le associazioni, le forze politiche e sindacali, le imprese, che affrontino le principali questioni politiche come il lavoro, lo sviluppo economico, il diritto alla casa.